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Edoardo Landi

vecchio videogioco, doom, tramite il quale mi sono appassionato di informatica

Sono stato affascinato dai computer e soprattutto da Internet fin da quando ero un ragazzino. All’inizio, oltre alla curiosità, furono i videogiochi a farmi avvicinare ai computer: nel 1994 era facile leggere il manuale di DOS, manipolare la memoria convenzionale tramite l’autoexec.bat e il config.sys, e finalmente giocare a DOOM, copiato dai miei compagni di classe su 3 o 4 floppy disk “zippati”. All’epoca si navigava con Altavista e Yahoo era il gigante di Internet. Ho iniziato così a programmare in Pascal per disegnare frattali, a creare i primi siti internet, frequentare forum e ad appassionarmi al web.

Dal 2000 ho iniziato gli studi in Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino e da quel momento ho iniziato a creare la mia esperienza professionale nella gestione dei servizi IT, nell’amministrazione di piattaforme gestionali e nello sviluppo software in ambiente web, in qualità di product owner. Ho seguito corsi di formazione su Itil, Agile, Project management, ma tutti questi dettagli li potete trovare all’interno del cv al fondo dell’articolo.

Mentre seguivo i progetti software con il team di sviluppatori con cui collaboravo mi resi conto di due aspetti fondamentali:

  • dell’enorme differenza che c’era fra il nostro modo di lavorare e il resto dell’azienda: ci eravamo dotati di strumenti collaborativi che ci permettevano di gestire informazioni senza usare file, di comunicare senza inviarci mail e di organizzare le nostre attività secondo il metodo Scrum senza doverci incontrare, visto che non tutti i membri del team erano nella stessa città.
  • che per creare un servizio di valore non è sufficiente sviluppare un software adeguato, ma è necessario un cambiamento nella cultura delle persone, e questo cambiamento richiede energie, attività di formazione e servizi di supporto, e che queste attività devono essere pianificate, attuate e verificate con cicli di feedback più velocemente possibile.

Così da settembre 2019 ho deciso di iniziare il lavoro autonomo, come consulente, e di sfruttare la mia esperienza professionale di oltre 10 anni nell’ambito della digitalizzazione dei processi aziendali, aiutando le imprese a gestire piattaforme gestionali, strumenti di collaborazione per l’organizzazione del lavoro, per la comunicazione e per la gestione delle informazioni. A supporto degli interventi di consulenza c’è sempre una attività di training per gli utilizzatori finali tramite formazione in aula e coaching.

Oltre alla formazione relativa agli interventi erogo docenze sulle competenze digitali, sia strategiche (con particolare focus sulle tecnologie blockchain, di cui mi interesso da alcuni anni), sia relativamente alle attività quotidiane degli utenti.

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Perché analogico.io

Chi sono e come mai ho deciso di aprire questo spazio. Riflessioni su un progetto personale durante l’emergenza del Covid19.